Matrimonio distrutto per shopping compulsivo

Lo scorso 9 aprile, con la sentenza numero 7524/13, è stato deciso che se uno dei due coniugi spende tutto lo stipendio per soddisfare i suoi vizi, trascurando le necessità del partner, dei figli e della casa ed arrivando perfino ad attingere alle risorse economiche della dolce metà, deve prendersi carico delle spese processuali per la separazione voluta dalla controparte.

Il caso è quello avvenuto a Roma ad una famiglia composta da madre, padre e due figli ormai non più troppo piccoli. La donna, ossessionata dalla mania di fare shopping compulsivo, oltre a non acquistare niente con i suoi risparmi per la casa, il marito e la prole, era anche solita sperperare tutte le sue entrate in profumi, accessori e vestiti, arrivando addirittura, quando esaurite le finanze, a spendere anche quelle del compagno.

Per dimostrare l’intollerabilità della situazione, quest’ultimo ha semplicemente dovuto presentare le moltissime ricevute delle boutiques e gli estratti conto bancari, che hanno portato il magistrato del tribunale romano a condannare l’accusata al pagamento di tutte le spese processuali della separazione voluta dal marito.


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02 settembre 2013 Redazione