Novità Divorzio Breve in Italia 2014: Divorzio Veloce e Senza Giudice

Divorzio Breve in Italia 2014: proposte la riduzione da 3 anni a 1 anno o 6 mesi per la richiesta del divorzio e la possibilità di ottenere la separazione e il divorzio in modo più veloce senza ricorrere al giudice (negoziazione assistita).


Al momento in Italia è possibile richiedere il divorzio solamente passati tre anni dalla sentenza di separazione. A far fede per il calcolo dei tre anni sono la data dell’omologazione della separazione consensuale o la data di proclamazione della sentenza di separazione giudiziale.

Nel corso degli anni si sono susseguite varie proposte di legge inerenti il “divorzio breve”, per ridurre a un anno il tempo necessario per richiedere il divorzio dopo la separazione.

Il 29 marzo 2012 (governo Monti) la Commissione Giustizia della Camera aveva approvato la proposta di legge che voleva modificare la legge sul divorzio (Legge n.898 del 01/12/1970) riducendo a un anno il tempo necessario dopo la separazione per richiedere il divorzio nel caso in cui i coniugi non avessero figli minorenni e a due anni nel caso in cui ci fossero figli minori. Il provvedimento però non era stato poi approvato dalla Camera dei Deputati e tutto è rimasto bloccato.

In questi giorni, ad aprile 2014 (governo Renzi), il tema del così detto divorzio breve è ritornato in auge e sono in programma varie audizioni in merito alle proposte di legge C. 831 Amici, C. 892 Centemero, C. 1053 Moretti, C. 1288 Bonafede, C. 1938 Di Lello e C. 2200 Di Salvo, recanti modifiche all'articolo 3 della legge 898/1970, in materia di presupposti per la domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

La nuova proposta è quella di ridurre a nove mesi il tempo necessario per richiedere il divorzio nel caso di separazione consensuale e assenza di figli minori e a 12 mesi negli altri casi. Con, in aggiunta, l’ipotesi di far decorre l’iter del divorzio dalla data in cui viene depositata la domanda di separazione e non più dal giorno dell’udienza in tribunale.

Altra novità, proposta dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e discussa alla Camera in data 23/04/2014 è quella di potersi separare e divorziare senza dover ricorrere al giudice, ma tramite accordi consensuali assistiti da un avvocato. Si tratta della negoziazione assistita, modello già introdotto in Francia nel 2010, una procedura stragiudiziale che viene gestita esclusivamente dagli avvocati delle due parti, con il supporto di un legale neutrale, per raggiungere un accordo conciliativo senza dover ricorrere al giudice e che si applicherebbe ai casi di separazione e divorzio consensuali di coniugi senza figli minori.

La proposta potrebbe essere tradotta a breve in un disegno di legge o in un decreto. Si tratta di una novità sostanziale rispetto alle precendenti proposte (ultima quella bipartisan di Alessandra Moretti del PD e Luca D'Alessandro di Forza Italia), che prevedevano una riduzione dei tempi ma sempre con la presenza di un giudice.

Aggiornamento 30/05/2014


Nella giornata di giovedì 29 maggio 2014 la nuova legge sul divorzio breve ha ottenuto la maggioranza alla Camera (381 voti favorevoli, 30 contrari, 14 astenuti), e passa ora al vaglio del Senato. Nel testo approvato è prevista la possibilità di divorziare dopo 6 mesi dalla separazione consensuale e dopo 12 mesi in caso di separazione giudiziale.

In precedenza il testo prevedeva la possibilità di divorziare dopo 9 mesi dalla separazione consensuale ma solo nel caso in cui non ci fossero figli minori. Ora invece, grazie agli emendamenti proposti da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e PSI, i tempi sono stati abbassati a sei mesi ed è stata cancellata la condizione legata ai figli di minore età, per non creare discriminanti con la nuova legge sulla filiazione (che considera i figli tutti uguali, dentro e fuori dal matrimonio) e garantire la massima tutela dei minori.

La data che farà fede per i conteggio dei sei mesi sarà il momento in cui l’atto di separazione verrà notificato ai due coniugi.

Se passerà anche a Palazzo Madama, la legge sarà subito in vigore e applicabile anche ai procedimenti in corso.

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28 aprile 2014 Redazione