L'azienda può controllare i lavoratori dipendenti tramite investigatori privati

Riportiamo il testo di un articolo scritto da Salvatore Garzillo e pubblicato sul quotidiano Libero il giorno venerdì 6 giugno 2014. L’articolo analizza una sentenza del Tribunale di Milano che ha dato ragione ad un’azienda che si è avvalsa delle indagini dell’agenzia investigativa Axerta per risolvere una controversia con un lavoratore che era stato licenziato con giusta causa per uso scorretto dei permessi di lavoro ex legge 104/1992.


Il giudice dà ragione all’azienda. Legittimo assumere investigatori per spiare i dipendenti fannulloni.

Sarebbe sbagliato parlare di Grande Fratello del lavoratore. L’occhio indiscreto delle aziende può essere puntato sui propri dipendenti solo entro certi limiti, come stabilisce lo statuto del 1970. Ma in pochi sanno che è legale ingaggiare investigatori privati per seguire i lavoratori su cui si hanno sospetti di infedeltà o di nullafacenza.

Una recente sentenza della Corte d’Appello del Tribunale di Milano lo ha messo nero su bianco, rigettando l’istanza di un dipendente licenziato, a suo dire ingiustamente.

La storia inizia nel 2010, quando un informatore scientifico della provincia di Salerno riceve una lettera di licenziamento per giusta causa dall’azienda farmaceutica per cui lavora. A insospettire i suoi capi sono le continue richieste di permesso per assistere la madre gravemente malata (usufruendo della legge 104). A questo si aggiunge il basso rendimento dell’informatore, un cinquantenne con decenni di esperienza alle spalle e ritenuto molto qualificato.

La società ha sede a Milano, il dipendente è a 800 chilometri di distanza ed è difficile da controllare; così arriva in soccorso un’agenzia di investigazione che scopre una situazione totalmente diversa: nei 10 giorni di permesso richiesti e ottenuti, l’uomo si era dedicato ad altre attività ma non alla madre, alla quale si limitava a portare la spesa dopo aver trascorso intere giornate in una sala biliardo. Nella relazione è dimostrata “la discontinuità dell’assistenza svolta a favore della madre […], l’inesistenza di una necessità ad una assistenza permanente, continuativa e globale stante l’autosufficienza accertata dagli investigatori che vedevano l’anziana stendere i panni sul balcone, issare dal balcone il paniere con la spesa, aprire la porta e rispondere al citofono”. In conclusione “l’inesistenza di una effettiva necessità di fruire dei permessi”.

Ed è per questo che la Corte di Milano ha rigettato l’appello del lavoratore, lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e ha trasmesso il fascicolo per un approfondimento volto ad accettare l’eventuale truffa all’INPS.

Non è il primo caso e, con questa sentenza, è certo che non sarà l’ultimo. “Quest’anno abbiamo seguito almeno dieci vicende con l’aiuto di investigatori – racconta l’avvocato Massimo Compagnino, partner dello Studio Lupi & Associati di Milano – Sono emerse storie incredibili: un lavoratore, a Roma, saltava il giro con i clienti per andare in palestra, un altro è stato scoperto a suonare il pianoforte tutto il giorno. Un altro vendeva prodotti di aziende rivali. Un tizio, invece, ha inviato una relazione di lavoro ineccepibile, peccato che fosse tutto falso perché quel giorno era festa nazionale e gli studi medici erano chiusi”.

Le agenzie di investigazione offrono servizi per lo più a due tipologie di utenti: avvocati matrimonialisti che cercano scheletri nell’armadio della controparte da usare nelle cause di divorzio; e aziende, soprattutto multinazionali, che hanno difficoltà a controllare dipendenti lontani.

“L’azienda arriva alla scelta del pedinamento dopo aver notato dati di vendita sospetti, compatibili con l’assenteismo – spiega l’avvocato Compagnino – In genere sono già quasi sicuri dell’esito della relazione, ma in qualche caso è stata riscontrata solo l’inefficienza del lavoratore. E allora la relazione è inutilizzabile”.

Infatti il datore di lavoro può servirsi degli investigatori per verificare l’effettivo svolgimento del lavoro, non la qualità del lavoro.

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13 giugno 2014 Redazione