Controllo a distanza dei lavoratori (Jobs Act)

Il Consiglio dei Ministri di giovedì 11 giugno 2015 ha dato il via libera alla possibilità da parte delle aziende di effettuare un controllo a distanza dei lavoratori su pc, telefoni cellulari e tablet aziendali senza bisogno di ottenere preventivamente il consenso da parte dei sindacati o l’autorizzazione del Ministero del Lavoro.

Con la pubblicazione del decreto attuativo del Jobs Act (“Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”) avvenuta in seguito al Consiglio dei Ministri n.67 dell’11/06/2015, il governo approva la modifica all’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori.

L'articolo 23 del decreto legislativo cambia la disciplina dei controlli a distanza e ridisegna quindi l'articolo 4 dello Statuto del 1970. Con l’entrata in vigore delle nuove norme, le aziende potranno controllare telefoni aziendali, computer e tablet dati in dotazione ai dipendenti per motivi lavorativi, senza bisogno di richiedere il permesso alle organizzazioni sindacali.

Viene quindi di fatto riscritto l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori sui controlli a distanza: “accordo sindacale o autorizzazione ministeriale non sono necessari per l'assegnazione ai lavoratori degli strumenti utilizzati per rendere la prestazione lavorativa, pur se dagli stessi derivi anche la possibilità di un controllo a distanza del lavoratore”.

La nuova riforma del lavoro prevede quindi che alle aziende non servirà più l’autorizzazione sindacale per effettuare controllo sui telefoni aziendali, pc o tablet forniti ai dipendenti, a patto di aver consegnato ai lavoratori un documento che li informi sulle modalità d’uso degli strumenti e sugli eventuali controlli, sempre nel pieno rispetto del codice privacy.

Riassumendo quindi la nuova disciplina dei controlli a distanza dei lavoratori, contenuta nel decreto legislativo che attua il Jobs Act:

  • Non sono necessari accordo sindacale o autorizzazione ministeriale nel caso di controlli a computer, tablet e telefonini messi a disposizione dei dipendenti da parte dell’azienda
  • Non sono necessari accordo sindacale o autorizzazione ministeriale per il controllo delle informazioni raccolte da badge e altri strumenti usati dall’azienda per misurare gli accessi e le presenze al lavoro.
  • In caso di installazione di impianti audiovisivi e altri strumenti dai quali possa derivare anche la possibilità di controllo a distanza del lavoratore, serve un accordo collettivo previo con RSU o RSA oppure, in mancanza di questo, un’autorizzazione previa delle Direzione Territoriale del Lavoro (o del Ministero del Lavoro per quanto riguarda le aziende dislocate su più territori).

Resta valido il requisito che tutte le informazioni raccolte sono utilizzabili dall’azienda a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro, a patto che sia stata fornita al lavoratore un’adeguata informazione sulle modalità di uso degli strumenti forniti in dotazione (computer, smartphone, telefono, tablet) e sull’effettuazione di controlli, sempre nel rispetto del codice sulla privacy (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196).



Condividi con:

Vai alla lista news
19 giugno 2015 Redazione