Licenziamento per giusta causa del lavoratore che accetta regali dai clienti

Con la sentenza n. 14446 del 10 luglio 2015, la Corte di Cassazione ha legittimato il licenziamento disciplinare del lavoratore che accettava regali di valore dai clienti della banca in cui lavorava, tenendo quindi una condotta contraria all’etica della buona fede dell’istituto di credito.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 14446/2015 ha affermato la legittimità del licenziamento per giusta causa del dipendente di una banca per aver accettato regali di valore consistente dalla clientela, violando le policy aziendali e le regole di buona fede e correttezza.

Il funzionario di banca aveva presentato ricorso al Tribunale di Roma chiedendo l’illegittimità del licenziamento senza preavviso che gli era stato comminato dall’istituto di credito per cui lavorava.

La Corte d’Appello aveva confermato la decisione, facendo riferimento alla condotta contraria all’etica comune e agli obblighi di fedeltà e diligenza.

Il lavoratore aveva quindi successivamente impugnato la sentenza in Cassazione, adducendo queste motivazioni:
  1. omessa affissione del codice disciplinare contenente le norme e le sanzioni (art. 7 della Legge 300/1970) in un luogo accessibile ai lavoratori
  2. il fatto che nel codice disciplinare non fosse inclusa una norma specifica sui regali dei clienti
  3. violazione e falsa applicazione dell’articolo 2106 c.c.

La Cassazione ha però rifiutato il ricorso e confermato il licenziamento con giusta causa per la gravità della condotta del dipendente bancario, che con il suo comportamento ha di fatto rotto in modo irrimediabile il vincolo fiduciario con il suo datore di lavoro, cioè l’istituto bancario.

Secondo la Suprema Corte, infatti, indipendentemente dal fatto che la banca abbia affisso o meno il codice di comportamento del personale e delle relative sanzioni, alcune regole di comportamento sono comunque riconducibili alla nozione di “minimo etico”, e tali da rendere superflua ogni forma di pubblicità delle stesse.

Condividi con:

Vai alla lista news
01 settembre 2015 Redazione