Dipendente in infortunio svolge altro lavoro: valore probatorio delle investigazioni e licenziamento legittimo

 
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità del licenziamento di un lavoratore che svolgeva altra attività lavorativa nel periodo di assenza da lavoro per un infortunio avvenuto in azienda.

Le attività d’indagine della società investigativa incaricata hanno consentito di documentare che il dipendente lavorava presso la caffetteria gestita dalla figlia compiendo movimenti e azioni incompatibili con l’infortunio.
“La decisione della Corte territoriale - si legge nella Sentenza - discende dall’aver questa ritenuto, a seguito della valutazione del materiale istruttorio ed in particolare della relazione dell’agenzia investigativa incaricata dalla Società e dell’espletata CTU, riletta alla luce della relazione peritale del CTP della Società, tale da riflettere in costanza dell’infortunio il compimento di movimenti incompatibili insussistente l’impedimento lamentato allo svolgimento dell’attività lavorativa.”

La Suprema Corte ha ritenuto tale comportamento lesivo del rapporto di fiducia e fedeltà che lega il dipendente all’azienda, legittimando il licenziamento del dipendente.

Il caso conferma il trend in forte crescita che si registra nel sempre più frequente ricorso all'investigazione da parte delle aziende per la soluzione e la raccolta delle prove delle molteplici situazioni d’ingiustizia che le colpiscono: assenteismi, furti, truffe e frodi, nella loro varietà e gravità.

Appare evidente la perfetta coincidenza tra il danno che deriva da tali frodi alle aziende nel privato e il danno alla collettività quando ad essere truffato è lo Stato. Si pensi alle note vicende degli assenteisti "furbetti" di Sanremo o dei vigili "malati immaginari" di fine anno a Roma.



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30 ottobre 2015 Redazione