Assenteismo nella PA: criticità nella prassi di controllo dei dipendenti

Licenziare i dipendenti in caso di false presenze. E’ questa la proposta lanciata dal ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia nel corso di un convegno organizzato a Roma da Rete Imprese Italia sulla semplificazione nella PA.

Con un chiaro riferimento alle “recenti cronache” che hanno coinvolto i dipendenti pubblici del Comune di Sanremo il Ministro ha dichiarato che “un dipendente pubblico che dice che a lavorare e poi non ci va, deve essere licenziato.”
Il Ministro contestualmente ha invitato a superare le contrapposizioni ed i luoghi comuni del “dipendente pubblico fannullone” e “imprenditore evasore”.

Secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento Funzione Pubblica, tra gennaio e dicembre 2013, sono stati licenziati 219 dipendenti pubblici, 99 dei quali per assenze ingiustificate.

Il licenziamento nel pubblico impiego resta dunque un fenomeno statisticamente irrilevante, forse anche per la prassi che dall’illecito può condurre al licenziamento.

E’ bene ricordare che la prassi vigente nelle pubbliche amministrazioni per il controllo dei dipendenti prevede l’attivazione di indagini investigative tramite le forze dell’ordine che soffrono già di una critica carenza di uomini e mezzi e che in questo modo vengono caricate di ulteriori sforzi investigativi.

È importante evidenziare come questa prassi non è imposta da alcuna prescrizione di legge che, in qualche misura, vieti il ricorso ad altro soggetti specializzati, come le agenzie investigative specializzate, che potrebbero svolgere questi compiti certamente con costi sensibilmente inferiori per la collettività e con maggiore rapidità evitando, inoltre, di distogliere le forze dell’ordine da compiti più rilevanti per il Paese.
 

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03 novembre 2015 Redazione