Le novita’ sui licenziamenti nella Pubblica Amministrazione

Quali sono le modifiche all’art. 55-quater del dlg 165/2001, in materia di licenziamento disciplinare approvate in via preliminare dal Consiglio dei Ministri e che confluirà nel Testo Unico per il Pubblico impiego?

Ecco i temi caldi:

LE PRINCIPALI MODIFICHE AL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
“Il nuovo insieme di norme renderà concreto l’esercizio dei procedimenti disciplinari – ha spiegato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi - sui furbetti del cartellino la norma è molto semplice: se io ti becco a timbrare il cartellino, entro 48 ore ti mando a casa sospendendoti, con 30 giorni poi per chiudere il procedimento.” Questa dura posizione nel contrasto all’assenteismo pubblico è rafforzata dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia che specifica “Non ho mai amato la retorica dei fannulloni e questa norma non si inserisce in una retorica sbagliata sui fannulloni. La maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici lavora con onestà, dedizione, competenza e credo che questa norma risponda anche a loro. Questa norma in 48 ore allontana i truffatori dalla pubblica amministrazione perché credo che non sia etico che chi viene visto con un video a truffare la Pubblica Amministrazione possa, come se nulla fosse, dopo 3 gg a tornare in ufficio”.

LA RESPONSABILITA’ DEL DIRIGENTE
E’ Renzi ad anticipare il contenuto della nuova norma: “la vera novità è che il dirigente ha il dovere di procedere con il licenziamento” perché anche il dirigente, connivente o lascivo, diventa passibile di licenziamento, quando prima invece si rischiava al massimo la sospensione. “L’omissione da parte del dirigente è penalizzata – spiega Madia – perché il dirigente che non si muove nei tempi descritti dal decreto à lui passibile di licenziamento.”

APPLICAZIONE POSSIBILE DELL’ART. 18
In chiusura il Ministro Madia è stata interpellata circa le motivazioni che impediscono l’applicazione dell’art. 18 nel pubblico impiego e spiega “c’è un problema oggettivo di differenza tra i datori di lavoro perchè quello privato ragiona con sue risorse, il pubblico con risorse della collettività. Se noi applicassimo le regole approvate sul lavoro privato al pubblico potremmo avere una situazione che crea un doppio danno alla collettività: qualora quel licenziamento fosse ritenuto illegittimo avremmo una paradossale situazione nella quale il lavoratore viene allontanato dal dirigente sovraordinato pagando una indennità, con un danno erariale alla collettività, e verrebbe allontanato illegittimamente un lavoratore che ha fatto un concorso, che dovrebbe essere sostituito da un altro lavoratore facendo un altro concorso con ulteriori costi per la collettività.”


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25 gennaio 2016 Redazione