Michele Franzè intervistato dal mensile Specchio Economico

Il Presidente di Axerta ha concesso una lunga intervista alla testata Specchio Economico, mensile di politica, economia ed attualità. Il Gen. Michele Franzè ha raccontato la storia di Axerta, i suoi punti di forza, i risvolti applicativi della professione dell’investigatore privato e quello che significa oggi operare nell’ambito della sicurezza privata, anche in collaborazione con il settore pubblico.

Il valore aggiunto delle indagini investigative di Axerta, spiega il Presidente, sta nella spiccata competenza legale del team di Axerta: “non usiamo investigatori che poi riferiscono agli avvocati – spiega Franzè - ma già avvocati che fanno gli investigatori, che realizzano un prodotto immediatamente esibibile in giudizio per affrontare in termini adeguati la causa davanti al giudice del lavoro. Così il più delle volte al giudizio nemmeno si arriva”.

Michele Franzè, già Vice Direttore operativo dell’AISE (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) e Vice Comandate Generale dell’Arma dei Carabinieri è Presidente di Axerta dal 2014. La sua esperienza nella sicurezza pubblica prima, e nella privata ora, gli consentono di differenziare con competenza questi due ambiti: “Le forze di polizia svolgono indagini istituzionali che perseguono fini insostituibili e primari, e lavorano «insieme» alla magistratura; noi lavoriamo «a favore» della magistratura. Il risultato finale – prosegue - è sempre quello di combattere l’illecito e l’atteggiamento dei «furbetti» che oggi sono particolarmente di moda non solo nel privato ma anche nel pubblico, e c’è una nuova sensibilità che non accetta più che il dipendente durante l’orario di lavoro vada a fare la spesa o vada al mare. In passato c’era una mentalità per cui ci si vantava di essere furbi, ma tale fenomeno si sta rivoluzionando per merito di una coscienza sociale diversa ora in Italia.

Nell’intervista anche un approfondimento sulla questione «furbetti»: “in passato il privato chiedeva le nostre attività e servizi senza nessun problema e aveva un tornaconto perché, licenziando un dipendente infedele, evitava un danno all’azienda e si liberava di una realtà parassitaria; diversamente il settore pubblico si affidava, quando possibile, alle indagini delle forze di polizia, che solo in casi eclatanti possono dedicare il tempo a questo tipo di indagini, e si evitava il ricorso alle compagnie private per il timore di poter incappare nei rilievi della Corte dei Conti per danno erariale dovuto all’impiego dei privati. Così – spiega Michele Franzè - nella realtà accade che le forze di polizia non possono dedicarsi a questo tipo di investigazioni, il privato non viene chiamato per i suddetti motivi, e si crea una bella nicchia di impunità e immunità che tocca tanta gente del settore pubblico. Oggi qualcosa sta cambiando, c’è un atteggiamento diverso e, soprattutto, il fatto che il Governo abbia sottolineato, accanto alla responsabilità del «furbetto», quella del suo dirigente potrebbe indurre i capi ad appoggiarsi per questo tipo di controllo ad aziende che possano svolgerlo con professionalità e con un onere economico non particolarmente significativo, soprattutto raffrontato al danno evitato” conclude.


  Leggi l'intervista completa

Condividi con:

Vai alla lista news
25 febbraio 2016 Redazione