Guerra ai furbetti. Falsi permessi e malattie infedeli 9 lavoratori su 10

Domenica 12 febbraio, Carlo Bellotto per il Mattino di Padova intervista Axerta all'interno di questo interessante articolo dedicato ai casi di assentismo.

PADOVA. Il malaffare tutto italiano della falsa malattia per restare casa dal lavoro ha vissuto il suo apice nel Capodanno 2014, quando a Roma si sono ammalati 835 vigili urbani, l’83% del corpo. Ma in Veneto e nel Padovano, dati alla mano sono gli stessi dipendenti che in molti casi chiedono alla propria azienda di investigare su quel collega, del quale hanno certezza che durante la malattia faccia ben altro che starsene a casa sotto le coperte. Non ritengono giusto dover far un turno in più per colpa di qualche furbo. E di furbi, ormai, è pieno il mondo. Poi c’è il caso limite di quello che, in permesso grazie alla legge 104 (permesso pagato per assistere un familiare malato) viene fotografato dall’investigatore mentre gioca a calcetto con la persona che deve assistere. Un pasticcio. Con risvolti penali e il lavoro a rischio. Dalle rilevazione relative agli ultimi due anni (novembre 2014 – novembre 2016) nell’area del Nord-Est, le principali problematiche per cui le aziende del Triveneto si sono rivolte ad agenzie di investigazioni sono state: infedeltà dei dipendenti: 69%, concorrenza sleale: 13%, bonifiche ambientali e digitali: 5%. All’interno della categoria “infedeltà dei dipendenti”, in quella con il maggior numero di ricorrenze, rientrano le indagini sui dipendenti per falsa malattia (44%) o per l’utilizzo illecito dei permessi relativi alla legge 104 (18%) e le indagini penali (14%), relative, per esempio, a furto e appropriazione indebita, infedeltà patrimoniale, truffa, trafugamento dati aziendali. Come si vede i dipendenti sono la fortuna ma anche la croce delle aziende. Quelle grandi ma anche quelle piccole. I permessi retribuiti ai sensi della legge 104 si traducono, per il lavoratore che ne ha diritto, in tre giorni di assenza al mese, anche frazionabili in ore o, in alternativa, in riposi giornalieri di una o due ore, che ovviamente sono da dedicare alla persona da assistere che può essere un genitore, un figlio, ma anche un parente. Il malcostume di rimanere a casa in malattia o beneficiare di giorni di permesso per assistere terze persone e invece fare tutt’altro è un malcostume talmente radicato da spingere le aziende a pagare un’agenzia investigativa pur di smascherare il dipendente truffatore: in molti casi arrivare al suo licenziamento. I dati riportati, rispecchiano la realtà di Padova, come conferma Axerta che li ha elaborati sull’intero settore investigativo del Nordest. Axerta è la più grande agenzia investigativa italiana e ha la sede a Padova: nel 2016 ha superato una soglia storica: più di mille soggetti controllati. Il malcostume che risulta all’azienda con sede in piazza Insurrezione è radicato: gli investigatori hanno accertato che in molti dipendenti pedinati nel giorno di malattia o in quello di permesso familiare e scoperti in vacanza, c’era la convinzione che lo stesso comportamento seguito da altri e rimasto impunito, diventava una consuetudine. In diversi casi l’azienda comunicava che i giorni di permesso seguivano o precedevano altri di ferie. In questi casi quasi sempre il lavoratore pedinato andava da tutt’altra parte rispetto al domicilio della persona da assistere. Nove casi su 10 sono positivi, l’investigatore dà soddisfazioni.

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13 febbraio 2017 Redazione

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