
Stefano Xodo
CEO Axerta S.p.A.
Il recente rapporto Clusit 2023 sulla sicurezza ICT sottolinea come il 7,6% degli attacchi informatici mondiali avvenga in Italia. Un’enormità, considerando quanto è piccolo il nostro bel paese.
La ragione di questa contraddizione va ricercata nelle scarse difese sinora adottate nell’ambito della sicurezza informatica e tecnologica. Disponiamo di livelli di protezione e barriere di difesa contro gli attacchi mediamente deboli, aumentando così il rischio di finire vittime dei cyber criminali, a cui risulta più semplice attaccare realtà italiane piuttosto che di un altro Paese per meglio “catturare” ciò che serve al proprio business. Una considerazione tanto banale quanto inquietante, considerando le ripercussioni che tali minacce possono rappresentare sulle nostre aziende ed in primis su ognuno di noi.
Nel quotidiano lavoro di protezione aziendale ci si confronta con attacchi sempre più sofisticati e meno prevedibili, che possono creare danni enormi alla business continuity.
La sicurezza informatica non si improvvisa, ma è il risultato di una cyber-cultura che si costruisce ogni giorno, mediante processi dettagliati e attraverso una formazione costante e mirata. Spesso infatti l’anello debole della catena non è rappresentato tanto dal fattore tecnologico quanto dal comportamento delle persone, che ignorano o peggio ancora sottovalutano le possibili conseguenze delle proprie azioni digitali.
Rappresenta un plus vincente eseguire un’analisi del rischio mirata, che produca una mappatura delle aree di vulnerabilità e consenta di progettare come porvi rimedio, grazie alla stesura di piani di remediation, all’introduzione di adeguate policies e alla diffusione di conoscenze e cultura della sicurezza.
Forte dell’esperienza maturata nell’ambito della Cyber Investigation Security, Axerta offre a tutti i propri clienti la possibilità di abbassare la soglia di rischio cyber, con soluzioni studiate su misura per le diverse realtà aziendali.